Chef Privato a domicilio a Pantelleria

 

Si dice che l'amore passi per lo stomaco, quindi, il modo ideale per coccolarsi in vacanza, è una cucina su misura. E cos'è una cucina semplice senza uno chef di alta classe?


Vi proponiamo la vacanza ideale, con tavole a 5 stelle, accompagnate dai più raffinati piatti freschi e ottimi drink, ammirando il tramonto infuocato!


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Breve storia della cucina di Pantelleria

Dalla terra vulcanica i prodotti per l'alimentazione degli isolani era tanto semplice quanto genuina e saporita.

La filosofia della gente del posto riguardo al cibo, era rispettare la terra ricca che dava loro tutti gli input necessari per il lavoro agricolo, e non violare le leggi della natura e del mare.

La pesca non è mai stata la principale occupazione dei panteschii. i quali

si sono definiti vicino alla riva, lavorando la terra, e poi trasformandola in piatti unici, gustosi e fantasiosi.
Il vitto era a base di biscotti d'orzo, di legumi, di frutta di carne e di pesce. L'olio, ricavato dagli ulivi, l'orzo e il frumento prodotti nell'Isola davano la farina per il pane biscottato, "U Viscottu", a forma di ferro di cavallo usato dalla popolazione, mentre il pane e la pasta manufatta con farina di frumento si usavano di domenica o nei giorni festivi. In seguito il pane d'orzo, o biscotto d'orzo, specialità di Pantelleria, viene sostituito dal pane fatto con la farina di frumento importata da Trapani e da Sciacca. Con "U Viscottu" si accompagna tutt'oggi l'insalata pantesca fatta di pomodori e patate e condita con "minnuli", capperi, cipolla, origano e l'olio degli ulivi.
La pasta a mano ed in particolare "i maccarruni" e "i lasagni" vengono apprezzati e gustati per il condimento di salsa di pomodoro fresco come gli spaghetti conditi con olio, aglio e prezzemolo o con il pesto profumato di basilico.
I faggioli, le lenticchie, i ceci e la "lubbia nostra" cioè i fagioli con l'occhiello, le patate, prodotti tutti che la terra offre al contadino di Pantelleria, erano un tempo e sono oggi ingredienti per una gustosa minestra.
L'orto continua a dare le zucche e le melenzane con cui si preparano "u cucurummà" e "u sciakisciuka", mentre la zucca gialla serve nel periodo invernale per una fumante minestra o come gustoso contorno.
La terra offre spontaneamente la verdura: "cicoria", "burrania", "cardaddra", che la massaia può bollire e servire con un po' d'olio o insaporire con aglio e pomodoro.
Tutto ciò che si prepara in cucina e frutto della terra e del lavoro dell'uomo che sa fare buon uso dello spazio fra le viti per coltivare meloni, fave, piselli, carciofi, cipolle, patate, zucchine e pomodori dolci e succosi, buoni per l'insalata che per il suo condimento oggi viene denominata "n'zalata pantisca". Di fatti ha i sapori di Pantelleria: l'acuto odore dell'origano, l'aspro sapore del cappero e la delicata dolcezza delle uova di "minnule" (pesce).
Ancora oggi vi sono delle donne che con il latte di mucca preparano la ricotta, la tumma (tipico formaggio fresco di Pantelleria) ed il formaggio (u tumazzu). Con la ricotta si preparano i ravioli che, conditi con formaggio di mucca, sono la delizia di tutti.
Ottimi i dolci di Pantelleria per i profumi e gli aromi: in particolare per la pasqua si preparano come una volta "i cannateddri", i pasticciotti, "i cassateddri"; per San Martino "li spinci a cuddureddi"; per il santo natale i mustaccioli di miele e di vinicotto "i mustazzola"; ravioli dolci bolliti o fritti e cannoli a cui si aggiungono di recente i baci e le pesche vengono preparati in particolari ricorrenze private.
Malaga e fichi secchi erano un tempo la frutta invernale ed oggi sono apprezzati dai turisti; tipica frutta locale è l'uva zibibbo.
Sulla tavola di tutti i panteschi il vino e il passito di Pantelleria.
In conclusione la cucina pantesca si può definire con tre aggettivi: genuina, saporita, semplice. 

 

Cosa mangiare a Pantelleria

 

Ravioli amari: 

No, non sono proprio amari, l’aggettivo serve solo a distinguerli da quelli dolci! I ravioli amari sono dei ravioli formati da una sottile sfoglia che racchiude un impasto di ricotta locale, o tumma, e menta fresca.
Si cucinano immergendoli in acqua bollente per pochi minuti, appena salgono a galla sono pronti! Si condiscono con sugo di pomodoro fresco o, semplicemente, con burro e salvia. Non fate mancare una grattugiata di ricotta salata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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